April 30, 2008: Il postino suona sempre due volte
C’è che poi, trovarsi nella posta due mail. Una tua e una sua. Che poi lui non ha mai saputo di me e te, che poi tu. Insomma. Di lui, ci sei anche rimasta un po’ male. E adesso ci sei tu, che non so nemmeno dove sei finita. E c’è pure lui che non è che siamo mai stati amici che ora ci scriviamo le lettere. Che poi, quella lettera dove mi hai parlato di lui. Mi hai detto che ti ci eri fidanzata beh. Io mica me la ritrovo. Che l’avevo pure stampata a me, delle persone piacciono sempre le belle lettere. Che di me, e pure tu, le persone invece gli piacciono le mie di lettere. Finiscono sempre per finire le lettere e un giorno finisce sempre che ti scrivo una lettera dove ti mando a fanculo. Le mando sempre le lettere dove ti ci mando a fanculo. Poi viene lui che mi scrive che sembra che siamo amici. Mi ricordo quel giorno che sono letteralmente scappato. Ora tirando le somme, insomma. Sono un bel po’ avanti e penso anche di fargli una certa invidia. Quando mi ha visto per strada che fai, mi ha detto. “Che fai?”. Io che quando faccio qualcosa mi entusiasmo sempre che sembra che io faccio sempre tutto meglio degli altri gli ho detto “Niente”. Ah, deve aver detto lui. “Niente”. Molto più di me. Infatti non ha parlato. Poi ci sei tu, che io ringrazio sempre che non ci siamo fidanzati che poi non ci sarei diventato amico. Di questo qua che nemmeno lo conosco io. Qualche giorno vado a vederlo, gli ho detto. Dice che ha iniziato a lavorare in radio. Voglio proprio vederlo quel tuo amico muto che mi scrive le lettere che, un giorno, tu mi hai pure detto che ti ci eri fidanzata. Col tuo amico muto. Che mi scrive le lettere io non so cosa dirgli. Al tuo amico muto.